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Anticamente
chiamato Caurum, poi Chiavrie ed infine Caprie. E'
logico pensare che questo nome derivi dall'abbondanza di
greggi che pascolavano libere nella zona, soprattutto
sulle pendici del monte Civrari. Dal dialetto
"cevra=capra" così chiamato per analogia,
come pure il monte Caprasio che sovrasta Caprie.
Sul suo territorio passava l'antica strada delle
Gallie che avvalora l'ipotesi di riconoscere in Caprie
l'antica Ocelum, ricordata da Cesare nel suo De Bello
Gallico. Assunse una certa rinomanza come centro
ecclesiastico intorno al 1252 quando ebbe il ruolo di
Pieve.
Attualmente
Caprie è meta di innumerevoli appassionati di
arrampicata libera che si cimentano sulle rocce
circostanti, diventate autentiche palestre con vie di
diverso grado di difficoltà tracciate dalla guida
alpina Giancarlo Grassi.
Sempre più numerosi gli amanti
di parapendio che si lanciano dalle pendici circostanti
atterrando nei prati a
valle. Il
celebre orrido tra la Rocca Bianca e Rocca Nera
lascia lo spazio al torrente Sessi di scendere a
valle dando la possibilità di praticare uno sport
emergente: il torrentismo (canyoning).
Arrivando in paese il Sessi scorre sotto le
caratteristiche passerelle in legno dette
"Pianche" che i Capriesi usano abitualmente
per attraversare da una sponda all'altra e da cui si
possono scorgere i pescatori all'opera. Per
chi si dedica alle passeggiate a piedi ed a cavallo ci
sono le mete allettanti delle borgate o delle numerose
fontane e sorgenti. La
salita Caprie-Celle, molto impegnativa, soddisfa le
voglie dei cultori della bicicletta, come pure un bel
circuito di Mountain-Bike a Celle appositamente
attrezzato.
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